Tutti i corsi

Percorso formativo

Videoterminali (VDT)

Lavoro al monitor, ergonomia e salute

25 min FAD e-learning Validità 5 anni

Modulo erogabile in e-learning (FAD).

Il modulo affronta i rischi del lavoro al videoterminale — disturbi muscolo-scheletrici e affaticamento visivo — e illustra come allestire una postazione ergonomica, gestire le pause e adottare buone pratiche quotidiane.

I 25 min indicano la durata del contenuto, non il monte ore di legge. La formazione sulla sicurezza ha ore minime obbligatorie → Formazione obbligatoria.

Programma del corso

1

Il videoterminale (VDT) è uno schermo alfanumerico o grafico utilizzato per il lavoro: il monitor di un computer fisso o portatile, ma anche i terminali dei gestionali di prenotazione, delle casse e dei programmi di contabilità. Il D.Lgs 81/08 definisce «lavoratore videoterminalista» chi utilizza un'attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico o abituale, per almeno 20 ore settimanali, al netto delle pause. È quindi la modalità e la durata d'uso a determinare lo status, non la mansione in sé: in una struttura ricettiva o in una PMI possono rientrare in questa definizione l'addetto alla reception che gestisce tutto il turno al gestionale, l'impiegato del back-office e il personale amministrativo. Chi usa il monitor solo occasionalmente, invece, non è considerato videoterminalista, pur dovendo comunque adottare comportamenti corretti.

2

Il lavoro al videoterminale è disciplinato dal D.Lgs 81/08 nel Titolo VII, «Attrezzature munite di videoterminali», che comprende gli articoli da 172 a 179. Queste disposizioni stabiliscono il campo di applicazione, gli obblighi di valutazione del rischio a carico del datore di lavoro, l'organizzazione del lavoro con le interruzioni dell'attività, il diritto alla sorveglianza sanitaria e gli obblighi di informazione e formazione dei lavoratori. I requisiti tecnici minimi della postazione — caratteristiche dello schermo, della tastiera, del piano e del sedile di lavoro, oltre alle condizioni di illuminazione, rumore e microclima — sono dettagliati nell'Allegato XXXIV. L'obiettivo dell'insieme di queste norme è prevenire i disturbi correlati all'uso prolungato del VDT, adeguando la postazione e l'organizzazione alle esigenze della persona.

3

L'uso prolungato del videoterminale è associato a tre famiglie di disturbi. I disturbi muscolo-scheletrici interessano collo, spalle, schiena e polsi e derivano da posture incongrue mantenute a lungo, da movimenti ripetitivi e da una postazione mal regolata; i polsi, in particolare, sono sollecitati da una digitazione con appoggio scorretto. L'affaticamento visivo, o astenopia, si manifesta con bruciore, lacrimazione, secchezza oculare, visione annebbiata e mal di testa, ed è favorito da riflessi sullo schermo, scarso contrasto, illuminazione inadeguata e dalla riduzione della frequenza dell'ammiccamento quando si fissa il monitor. L'affaticamento mentale, infine, è legato al ritmo di lavoro, alla quantità di informazioni da gestire e all'uso di software poco chiari. Sono disturbi reversibili e prevenibili: si riducono adeguando la postazione, rispettando le pause e alternando le attività.

4

Una postazione ergonomica corretta riduce in modo significativo i disturbi muscolo-scheletrici e visivi. La sedia deve essere stabile, girevole e regolabile in altezza, con uno schienale che sostenga la zona lombare; i piedi devono poggiare a terra o su un poggiapiedi, con le ginocchia a circa 90°. Lo schermo va posizionato di fronte all'operatore, a una distanza di circa 50-70 cm dagli occhi, con il bordo superiore all'altezza degli occhi o leggermente al di sotto, così da mantenere il collo in posizione naturale; caratteri e contrasto devono essere ben leggibili e lo schermo orientabile per evitare riflessi. La tastiera, separata dallo schermo, e il mouse vanno collocati in modo da tenere le braccia rilassate e i polsi in posizione neutra, con spazio sufficiente davanti per appoggiare gli avambracci. Quando si lavora a lungo con un portatile è opportuno collegare monitor, tastiera e mouse esterni per ricostruire una postazione corretta.

5

L'ambiente in cui è collocata la postazione incide direttamente sull'affaticamento visivo e sul comfort. L'illuminazione, naturale o artificiale, deve garantire un livello adeguato senza creare riflessi o abbagliamenti sullo schermo e nel campo visivo: per questo lo schermo va orientato in genere perpendicolare alle finestre, mai di fronte o di spalle a una fonte di luce intensa, e le finestre vanno schermate con tende o veneziane regolabili. Sul piano di lavoro deve esserci spazio sufficiente per disporre documenti e attrezzature e per cambiare posizione, evitando torsioni del collo e del tronco; un leggio porta-documenti aiuta a tenere i fogli alla stessa altezza dello schermo. Vanno inoltre tenuti sotto controllo il rumore di fondo, che disturba la concentrazione, e le condizioni microclimatiche, in particolare l'aria troppo secca che accentua la secchezza oculare.

6

La normativa riconosce al lavoratore videoterminalista il diritto a un'interruzione dell'attività mediante pause o cambiamento di attività. In assenza di una diversa disciplina, il riferimento è una pausa di almeno 15 minuti ogni 2 ore di applicazione continuativa al videoterminale; la pausa non è cumulabile a inizio o fine turno e non riduce l'orario di lavoro. Durante l'interruzione è bene allontanarsi dallo schermo e, se possibile, alzarsi e muoversi. Anche l'alternanza dei compiti contribuisce a ridurre il carico: per chi lavora alla reception, intervallare l'uso del gestionale con l'accoglienza degli ospiti, le telefonate e le attività che non richiedono il monitor è di per sé una forma di interruzione che spezza la postura fissa e l'affaticamento visivo.

7

Il lavoratore videoterminalista è sottoposto a sorveglianza sanitaria con accertamenti mirati al rischio specifico, che comprendono in particolare l'esame della funzione visiva, oltre alla valutazione dell'apparato muscolo-scheletrico. La visita si svolge prima di adibire la persona al lavoro al VDT e poi con periodicità: in via generale il controllo periodico è biennale per i lavoratori classificati come idonei con prescrizioni o limitazioni e per chi ha compiuto 50 anni, e quinquennale negli altri casi, fatta salva una periodicità diversa stabilita in base al giudizio del medico competente. Il lavoratore può inoltre richiedere un controllo quando ritiene siano comparsi disturbi riconducibili all'uso del videoterminale. Qualora gli accertamenti evidenzino la necessità di mezzi di correzione della vista per l'attività al VDT, questi sono a carico del datore di lavoro.

8

Oltre alla postazione e alle pause previste, alcune abitudini quotidiane riducono in modo concreto l'affaticamento. Le micro-pause — pochi secondi in cui si distoglie lo sguardo dallo schermo e si rilassano spalle e mani — possono essere inserite frequentemente senza interrompere il lavoro. Per gli occhi è utile la regola 20-20-20: ogni 20 minuti guardare per circa 20 secondi un oggetto lontano almeno 20 piedi, cioè circa 6 metri, così da rilassare la muscolatura oculare; è utile anche ricordarsi di ammiccare con regolarità e di mantenere lo schermo pulito. Per la muscolatura sono efficaci semplici esercizi di mobilità di collo, spalle e polsi e brevi cambi di posizione. Infine, regolare la luminosità e il contrasto dello schermo in funzione della luce dell'ambiente e usare caratteri di dimensione adeguata evita di affaticare la vista cercando di leggere.

Video del corso

Video del corso

Videoterminali (VDT) Lavoro al monitor, ergonomia e salute 1 Che cos'è un videoterminale e 2 Il quadro normativo: Titolo VI 3 I rischi per la salute: muscol Formati. Lavora sicuro. ARMAX SAFETY ACADEMY

Allestire una postazione al videoterminale a regola d'arte · 06:30

Videoterminali (VDT) Lavoro al monitor, ergonomia e salute 1 Che cos'è un videoterminale e 2 Il quadro normativo: Titolo VI 3 I rischi per la salute: muscol Formati. Lavora sicuro. ARMAX SAFETY ACADEMY

Pause attive ed esercizi alla scrivania · 04:45