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Percorso formativo

Vibrazioni meccaniche

Mano-braccio (HAV) e corpo intero (WBV)

30 min FAD e-learning Validità 5 anni

Modulo teorico erogabile in e-learning; la valutazione del rischio e la scelta delle attrezzature richiedono il supporto di rilievi e dati specifici dell'azienda.

Il modulo spiega che cosa sono le vibrazioni meccaniche, come distinguere l'esposizione mano-braccio da quella al corpo intero, quali effetti producono sulla salute e quali misure adottare per ridurre il rischio.

I 30 min indicano la durata del contenuto, non il monte ore di legge. La formazione sulla sicurezza ha ore minime obbligatorie → Formazione obbligatoria.

Programma del corso

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Le vibrazioni meccaniche sono oscillazioni che si trasmettono al corpo del lavoratore attraverso il contatto con attrezzature, utensili o superfici in movimento. Si distinguono due forme di esposizione. Le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio (in inglese Hand-Arm Vibration, HAV) interessano le mani e le braccia di chi impugna utensili portatili come trapani, smerigliatrici o martelli demolitori. Le vibrazioni trasmesse al corpo intero (Whole-Body Vibration, WBV) interessano l'intero organismo quando il lavoratore è seduto o in piedi su una superficie vibrante, ad esempio alla guida di un carrello elevatore o di un trattorino tagliaerba. Le due forme producono effetti diversi sulla salute e si valutano con parametri distinti, per cui è fondamentale riconoscere a quale tipo di esposizione si è soggetti durante le diverse mansioni.

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Le vibrazioni meccaniche sono disciplinate dal D.Lgs 81/08 al Titolo VIII Capo III (articoli 199-205). La normativa impone al datore di lavoro di valutare il rischio e definisce, per l'esposizione giornaliera normalizzata su otto ore, indicata con il simbolo A(8), due soglie di riferimento: il valore d'azione, superato il quale occorre attuare un programma di misure tecniche e organizzative, e il valore limite di esposizione, che non deve mai essere superato. Per il sistema mano-braccio il valore d'azione è 2,5 m/s² e il valore limite è 5,0 m/s². Per il corpo intero il valore d'azione è 0,5 m/s² e il valore limite è 1,0 m/s². Al raggiungimento del valore d'azione scattano l'obbligo di adottare misure di riduzione, la sorveglianza sanitaria e l'informazione e formazione dei lavoratori esposti.

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L'esposizione prolungata a vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio può provocare la cosiddetta sindrome da vibrazioni mano-braccio, un insieme di disturbi a carico dei vasi sanguigni, dei nervi, dei muscoli e delle articolazioni. La componente vascolare è il fenomeno di Raynaud di origine professionale, conosciuto come dito bianco: in seguito all'esposizione e all'esposizione al freddo le dita diventano pallide, fredde e prive di sensibilità per la riduzione del flusso di sangue. La componente neurologica si manifesta con formicolii, intorpidimento e perdita di destrezza e di sensibilità tattile. Si possono inoltre sviluppare disturbi osteoarticolari a carico di polsi, gomiti e mani. Questi danni tendono a diventare permanenti se l'esposizione continua, per cui è importante riconoscere precocemente i primi sintomi e segnalarli.

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L'esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero interessa soprattutto la colonna vertebrale. Il disturbo più frequente è la lombalgia, cioè il dolore nella zona bassa della schiena, che nei lavoratori esposti per molti anni può evolvere in vere e proprie patologie del rachide lombare, come la degenerazione precoce dei dischi intervertebrali e l'ernia del disco. Il rischio aumenta quando alle vibrazioni si associano posture sedute prolungate, scossoni dovuti a fondi sconnessi e la movimentazione manuale di carichi. Anche disturbi digestivi e circolatori possono essere favoriti da un'esposizione intensa e continuativa. La protezione della schiena passa quindi sia dalla riduzione delle vibrazioni sia da una corretta organizzazione del lavoro e delle pause.

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Le principali sorgenti di vibrazioni mano-braccio sono gli utensili portatili a motore: trapani e avvitatori, smerigliatrici e flessibili, martelli demolitori e perforatori, decespugliatori, tagliasiepi, motoseghe e levigatrici. Le principali sorgenti di vibrazioni al corpo intero sono invece i mezzi e le macchine su cui il lavoratore sta seduto o in piedi: carrelli elevatori, transpallet elettrici di grandi dimensioni, trattori e trattorini, macchine movimento terra e piattaforme vibranti. In un contesto come quello alberghiero, della ristorazione e della piccola e media impresa le sorgenti si incontrano tipicamente nella manutenzione e nelle officine, nel magazzino con i carrelli, e nelle attività di giardinaggio e cura delle aree verdi del resort. Il livello di vibrazione dipende dal tipo e dallo stato dell'attrezzatura, dal modo in cui viene impugnata o guidata e dal tempo di utilizzo.

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Il datore di lavoro deve valutare il rischio da vibrazioni stimando il valore di esposizione giornaliera A(8) per ciascuna mansione. La valutazione tiene conto del livello di vibrazione dell'attrezzatura e del tempo effettivo di esposizione durante la giornata: anche un utensile con valori elevati può rispettare i limiti se usato per pochi minuti, mentre un'attrezzatura meno aggressiva ma impiegata per molte ore può portare al superamento del valore d'azione. Per stimare i livelli di vibrazione è possibile fare ricorso alle banche dati dei valori di emissione delle attrezzature, ai dati dichiarati dai fabbricanti e, quando necessario, a misurazioni dirette. La valutazione va aggiornata quando cambiano le attrezzature, i tempi di lavoro o le modalità operative, e i suoi esiti orientano la scelta delle misure di prevenzione.

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La prima misura da privilegiare è la riduzione delle vibrazioni alla fonte, attraverso la scelta di attrezzature progettate per produrre il minor livello possibile di vibrazioni e adeguate al lavoro da svolgere. Sono poi fondamentali la manutenzione regolare di utensili e mezzi, perché lame consumate, cuscinetti usurati o parti non bilanciate aumentano le vibrazioni, e la sostituzione dei componenti deteriorati. Sul piano organizzativo si interviene limitando i tempi di esposizione, programmando pause e alternando i compiti tra più lavoratori con la rotazione delle mansioni. Per le vibrazioni mano-braccio possono essere forniti guanti antivibranti come dispositivi di protezione individuale e va mantenute le mani calde e asciutte; per il corpo intero si utilizzano sedili ammortizzati e a sospensione regolata sul peso del conducente. Anche guidare a velocità moderata su fondi sconnessi e impugnare gli utensili senza forza eccessiva contribuiscono a ridurre l'esposizione.

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I lavoratori esposti a vibrazioni a livelli che raggiungono o superano il valore d'azione sono sottoposti a sorveglianza sanitaria. Si tratta di controlli periodici finalizzati a individuare il più precocemente possibile i primi segni di danno, come i disturbi vascolari e neurologici alle mani per l'esposizione mano-braccio o i disturbi alla schiena per l'esposizione al corpo intero. La sorveglianza permette di intervenire tempestivamente, rivedendo le mansioni o rafforzando le misure di protezione quando emergono effetti sulla salute. È un diritto e al tempo stesso un obbligo per il lavoratore esposto, e i suoi esiti restano riservati e tutelati. Per questo è essenziale che il lavoratore segnali sempre la comparsa di formicolii, sbiancamento delle dita, perdita di sensibilità o mal di schiena ricorrente legati all'attività.

Video del corso

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Vibrazioni meccaniche Mano-braccio (HAV) e corpo intero (WBV) 1 Cosa sono le vibrazioni meccan 2 Il quadro normativo 3 Effetti sulla salute: il siste Formati. Lavora sicuro. ARMAX SAFETY ACADEMY

Vibrazioni mano-braccio e corpo intero a confronto · 07:30

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