Percorso formativo
Pulizie e sanificazione
Rischio chimico, scivolamenti, posture e igiene degli ambienti
Modulo erogabile in e-learning (FAD). La sanificazione in ambito alimentare si integra con il piano di autocontrollo HACCP, che è una formazione distinta sull'igiene degli alimenti.
I rischi del lavoro di pulizia e sanificazione e come prevenirli in cucine, sale, camere e ambienti di lavoro.
Programma del corso
Il lavoro di pulizia, spesso percepito come un'attività semplice, espone in realtà a molteplici rischi che vanno conosciuti e gestiti. Il rischio chimico deriva dall'uso quotidiano di detergenti, sgrassatori e disinfettanti che possono irritare la pelle, gli occhi e le vie respiratorie. Il rischio biologico è legato al contatto con superfici contaminate, rifiuti, servizi igienici e biancheria sporca. A questi si aggiungono i rischi fisici e ergonomici: gli scivolamenti e le cadute su pavimenti bagnati, la movimentazione manuale di secchi, carrelli e sacchi, i movimenti ripetitivi (come lo strofinare e il passare lo straccio) e le posture incongrue, ad esempio quando ci si piega ripetutamente o si lavora con le braccia sollevate. Conoscere questi rischi è il primo passo per adottare le corrette misure di prevenzione e i dispositivi di protezione individuale adeguati.
Prima di utilizzare qualsiasi prodotto chimico per la pulizia occorre SEMPRE leggere l'etichetta e, quando disponibile, la scheda di dati di sicurezza (SDS). L'etichetta riporta i pittogrammi di pericolo CLP, a forma di rombo con bordo rosso, che segnalano ad esempio la corrosività, l'irritazione o il pericolo per la salute, insieme alle indicazioni di pericolo (frasi H) e ai consigli di prudenza (frasi P). La scheda di sicurezza, strutturata in 16 sezioni, indica in particolare i dispositivi di protezione necessari (sezione 8) e le misure di pronto soccorso (sezione 4). Un esempio pratico in ambito HORECA: lo sgrassatore per la cappa della cucina e il disincrostante per i sanitari sono spesso prodotti aggressivi che richiedono guanti e areazione. Leggere l'etichetta consente di scegliere il prodotto giusto per ogni superficie e di proteggersi correttamente prima dell'uso.
Un errore molto comune e pericoloso è pensare che 'più prodotto significhi più pulito'. Le diluizioni devono invece rispettare le dosi indicate sull'etichetta: una concentrazione eccessiva non aumenta l'efficacia ma incrementa il rischio per chi lavora e può rovinare le superfici. La regola più importante riguarda però la miscelazione: NON si devono MAI mescolare prodotti diversi tra loro. In particolare, mescolare la candeggina (ipoclorito di sodio) con un prodotto acido, come un anticalcare o disincrostante, oppure con l'ammoniaca o con altri detergenti, provoca lo sviluppo di gas tossici (cloro e cloramine) che possono causare gravi danni alle vie respiratorie. Un caso tipico in una PMI è il bagno: candeggina e anticalcare usati insieme nello stesso WC liberano vapori pericolosi in un ambiente piccolo e poco areato. Inoltre, non si deve mai travasare un prodotto in un contenitore anonimo o in bottiglie alimentari: la sostanza deve restare nel suo contenitore originale, chiaramente etichettato, per evitare confusioni e ingestioni accidentali.
Il lavoro di pulizia richiede dispositivi di protezione individuale adeguati al prodotto e all'operazione svolta. I guanti sono il DPI più frequente e devono essere resistenti agli agenti chimici (in nitrile o in gomma) per la manipolazione di detergenti e disinfettanti, mentre per altre operazioni possono essere richiesti guanti diversi: la scelta corretta è indicata dalla scheda di sicurezza. Quando si usano prodotti che sviluppano vapori, schizzi o nebulizzazioni, ad esempio durante la sanificazione con spray o il versamento di prodotti concentrati, possono essere necessari occhiali di protezione e mascherina. Le calzature devono essere antiscivolo e chiuse, per proteggere dai versamenti e ridurre il rischio di cadute su pavimenti bagnati. È importante togliere e lavare correttamente i DPI riutilizzabili e sostituire i guanti monouso quando si passa da un'area sporca a una pulita, ad esempio dai servizi igienici alla zona di preparazione degli alimenti.
I termini pulizia, disinfezione e sanificazione indicano operazioni diverse e complementari. La pulizia (o detersione) consiste nella rimozione meccanica dello sporco, della polvere e dei residui visibili con acqua e detergente: è il passaggio preliminare e indispensabile. La disinfezione è il trattamento che riduce i microrganismi presenti su una superficie già pulita, mediante prodotti specifici (disinfettanti o presidi medico-chirurgici). La sanificazione è l'insieme delle procedure che, combinando pulizia e disinfezione, mira a rendere salubre l'ambiente riportando la carica microbica entro livelli accettabili. Un principio fondamentale è che non si disinfetta una superficie sporca: prima si pulisce, poi si disinfetta. Inoltre, i disinfettanti richiedono un tempo di contatto: il prodotto deve restare sulla superficie per il tempo indicato in etichetta (ad esempio alcuni minuti) prima di essere risciacquato o rimosso, altrimenti non agisce. Nelle cucine queste operazioni si inseriscono nel piano di autocontrollo HACCP, che disciplina l'igiene degli alimenti.
Gli scivolamenti e le cadute sono tra gli infortuni più frequenti per chi svolge attività di pulizia, proprio perché il lavoro rende le superfici temporaneamente bagnate. La misura più importante è segnalare sempre il pavimento bagnato con l'apposito cartello (il segnale giallo 'pavimento bagnato' o 'wet floor'), posizionandolo prima di iniziare e lasciandolo fino a completa asciugatura. Conviene inoltre organizzare il lavoro in modo intelligente: lavare una metà del corridoio per volta lasciando un passaggio asciutto, evitare di pulire gli ambienti negli orari di maggior passaggio quando possibile, e asciugare subito i versamenti accidentali. Le calzature antiscivolo, la rimozione di ostacoli e cavi dalle vie di passaggio e un'illuminazione adeguata completano la prevenzione. In ambito HORECA, ad esempio nella sala di un ristorante o nei corridoi di un albergo, una caduta può coinvolgere anche i clienti: la segnaletica tempestiva protegge sia l'operatore sia le altre persone presenti.
La movimentazione dei carichi e le posture incongrue rappresentano una fonte importante di disturbi muscolo-scheletrici per gli addetti alle pulizie. L'uso del carrello di servizio, dotato di ruote, permette di trasportare prodotti, secchi e biancheria senza sollevarli a braccia: è la soluzione da preferire. Quando è necessario sollevare un secchio o un sacco, occorre evitare il sovraccarico (non riempire eccessivamente i contenitori), piegare le gambe e non la schiena, tenere il carico vicino al corpo ed evitare le torsioni del busto. I movimenti ripetitivi, come strizzare lo straccio o passare l'aspirapolvere, vanno alternati e intervallati da brevi pause per ridurre l'affaticamento di spalle, polsi e schiena. Particolare attenzione va posta al lavoro in altezza: per pulire vetri, scaffali o lampadari si devono usare scale a norma, stabili e in buono stato, salendo con entrambe le mani libere ed evitando di sporgersi lateralmente. Le cameriere e i camerieri ai piani, che rifanno i letti e movimentano la biancheria, sono particolarmente esposti a questi rischi e devono curare le corrette tecniche di sollevamento.
Le indicazioni di questo modulo si applicano a chi svolge in modo continuativo o occasionale le attività di pulizia e sanificazione degli ambienti di lavoro. Gli addetti alle pulizie operano in contesti molto diversi - uffici, locali pubblici, cucine, servizi igienici, aree comuni - e affrontano in particolare il rischio chimico, biologico e di scivolamento. Le cameriere e i camerieri ai piani, tipici del settore alberghiero e ricettivo, si occupano del riassetto e della pulizia delle camere e dei bagni, della sostituzione della biancheria e del rifornimento dei materiali: per loro sono particolarmente rilevanti la movimentazione manuale (carrello, biancheria, materassi), le posture incongrue e il rischio biologico nei bagni. In tutti i casi valgono gli stessi principi: leggere le etichette, usare i DPI adeguati, non mescolare i prodotti, rispettare le diluizioni e i tempi di contatto, segnalare i pavimenti bagnati e curare le tecniche di sollevamento. La conoscenza di queste regole consente di svolgere il lavoro in sicurezza e di tutelare anche la salute delle altre persone presenti negli ambienti.
Video del corso
Video del corso
Pulizia in sicurezza: prodotti chimici e DPI · 6:00
Sanificazione e prevenzione degli scivolamenti · 5:30