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Percorso formativo

Atmosfere esplosive (ATEX)

Gas, vapori e polveri combustibili: zone, prevenzione e procedure

30 min FAD e-learning Validità 5 anni

Modulo di conoscenza erogabile in e-learning (FAD). Negli ambienti con presenza di atmosfere esplosive l'addestramento pratico va completato sul posto di lavoro.

Riconoscere il rischio di atmosfere esplosive nei luoghi di lavoro, comprendere la classificazione delle zone e adottare le misure di prevenzione e protezione contro le esplosioni.

I 30 min indicano la durata del contenuto, non il monte ore di legge. La formazione sulla sicurezza ha ore minime obbligatorie → Formazione obbligatoria.

Programma del corso

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Per atmosfera esplosiva si intende una miscela con l'aria, in condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapori, nebbie o polveri, nella quale, dopo l'accensione, la combustione si propaga all'intero insieme incombusto. Il termine ATEX deriva dal francese «ATmosphères EXplosibles». Perché si verifichi un'esplosione devono coesistere tre fattori, riassunti nel cosiddetto triangolo dell'esplosione: un combustibile (gas, vapore o polvere infiammabile), un comburente (l'ossigeno dell'aria) e una sorgente di innesco (scintilla, fiamma, superficie calda, scarica elettrostatica). A differenza del semplice incendio, nell'esplosione la combustione è estremamente rapida e genera un'onda di pressione che può provocare gravi danni a persone e strutture. La presenza di una miscela esplosiva richiede inoltre che il combustibile sia presente in una concentrazione compresa tra il limite inferiore (LEL) e il limite superiore (UEL) di esplosività: solo all'interno di questo intervallo la miscela può effettivamente esplodere.

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Le atmosfere esplosive possono formarsi a partire da due grandi famiglie di sostanze. La prima è quella dei gas e vapori infiammabili: il GPL e il metano usati in cucina e nelle centrali termiche, i vapori di solventi, alcol e prodotti di pulizia infiammabili. La seconda, spesso sottovalutata, è quella delle polveri combustibili: la farina e gli amidi nei panifici e nei laboratori di pasticceria, lo zucchero a velo, il legno finemente lavorato, alcune polveri metalliche. Una nube di polvere fine sospesa nell'aria, in concentrazione sufficiente, può esplodere con violenza pari o superiore a quella dei gas. Per questo, anche un ambiente apparentemente innocuo come un panificio può presentare un rischio di esplosione da polveri, in particolare in prossimità di silos, tramogge, impastatrici e sistemi di trasporto della farina, dove la polvere si solleva e ristagna.

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Il rischio di esplosione è disciplinato dal D.Lgs. 81/08 al Titolo XI «Protezione da atmosfere esplosive» (articoli 287-297) e dai relativi allegati (in particolare gli allegati XLIX, L e LI), che recepiscono la direttiva europea sulle atmosfere esplosive. Il datore di lavoro ha l'obbligo di valutare i rischi specifici derivanti da atmosfere esplosive e di redigere il «documento sulla protezione contro le esplosioni», nel quale individua e classifica le aree a rischio, descrive le misure di prevenzione e protezione adottate e definisce le procedure di lavoro e di emergenza. Lo stesso quadro normativo prevede la classificazione delle aree in zone, l'uso di attrezzature e impianti idonei alle zone classificate e l'informazione, formazione e addestramento dei lavoratori esposti. La marcatura e i requisiti dei prodotti destinati a essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva sono invece regolati dalla direttiva di prodotto ATEX.

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Le aree in cui può formarsi un'atmosfera esplosiva vengono classificate in zone, in base alla probabilità e alla durata di presenza della miscela pericolosa. Per le atmosfere esplosive dovute a gas, vapori o nebbie si distinguono tre zone: la zona 0, dove l'atmosfera esplosiva è presente in modo continuo, per lunghi periodi o frequentemente; la zona 1, dove è probabile che si formi occasionalmente durante il normale funzionamento; la zona 2, dove è improbabile che si formi durante il normale funzionamento e, se accade, solo per breve tempo. Per le atmosfere esplosive dovute a polveri combustibili si utilizza una numerazione analoga ma distinta: zona 20 (presenza continua o frequente di nube di polvere), zona 21 (presenza occasionale durante il normale funzionamento) e zona 22 (presenza improbabile e di breve durata). La classificazione guida la scelta delle attrezzature ammesse e l'intensità delle misure di protezione: più alta è la probabilità di atmosfera esplosiva, più severi sono i requisiti.

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Negli ambienti di lavoro di piccole e medie imprese le sorgenti di atmosfera esplosiva sono più comuni di quanto si pensi. In cucina, il gas combustibile (GPL o metano) che alimenta fornelli, friggitrici e forni può dare luogo a una miscela esplosiva in caso di fuga, mancata accensione o spegnimento accidentale della fiamma. La centrale termica e il locale caldaia sono ambienti critici, così come i depositi e le bombole di gas, dove un eventuale rilascio può accumularsi. È importante ricordare che il GPL è più pesante dell'aria e tende a ristagnare verso il basso, nelle fosse e nei locali interrati, mentre il metano è più leggero e tende a salire verso l'alto: questo influenza dove la miscela si accumula e dove vanno previste aperture di ventilazione. Nei panifici e nelle pasticcerie la farina dispersa nell'aria durante il versamento, la setacciatura o la pulizia può formare nubi di polvere combustibile. In tutti questi casi il rischio aumenta dove la ventilazione è scarsa e la miscela può ristagnare.

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La protezione contro le esplosioni segue una logica di priorità. In primo luogo si cerca di evitare la formazione di atmosfere esplosive: riducendo o eliminando le sorgenti di rilascio, mantenendo gli impianti a gas a tenuta e ben manutenuti, contenendo la dispersione delle polveri (aspirazione localizzata, sistemi chiusi, pulizia regolare per evitare accumuli). Quando non è possibile escludere del tutto l'atmosfera esplosiva, si assicura un'adeguata ventilazione, naturale o forzata, per mantenere la concentrazione del combustibile al di sotto del limite inferiore di esplosività. Parallelamente si controllano e si eliminano le possibili sorgenti di innesco: nelle aree classificate vanno impiegati solo impianti elettrici e attrezzature idonei e marcati per l'uso in atmosfera esplosiva (ATEX), è vietato l'uso di fiamme libere, scintille, saldature e attrezzi che possano produrre scintille, e si adottano misure contro le cariche elettrostatiche. Completano il sistema la manutenzione programmata degli impianti e, dove opportuno, l'installazione di rilevatori di gas che segnalano tempestivamente la presenza di una concentrazione pericolosa.

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Avvertire odore di gas o sospettare una fuga richiede una reazione immediata e corretta. La regola fondamentale è non creare inneschi: non azionare interruttori della luce, prese, campanelli, telefoni o altri dispositivi elettrici che possano generare una scintilla, e non accendere fiamme. Occorre invece aerare subito l'ambiente aprendo porte e finestre per favorire la dispersione della miscela, chiudere la valvola di intercettazione del gas (rubinetto del contatore o della bombola) se è raggiungibile in sicurezza, allontanare le persone dall'area e allertare i soggetti competenti e, se necessario, i soccorsi, effettuando le chiamate da una posizione lontana e sicura. Non si deve mai cercare di individuare la fuga con una fiamma e non si deve rientrare nei locali finché non è stato accertato il ripristino delle condizioni di sicurezza. Queste semplici regole evitano che una fuga di gas si trasformi in un'esplosione.

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Le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive devono essere segnalate, dove necessario, con l'apposito segnale di avvertimento «EX», un cartello triangolare a fondo giallo con bordo e lettere nere che indica la presenza di un possibile pericolo di esplosione e impone particolare prudenza, in particolare il divieto di introdurre sorgenti di innesco. La sola segnaletica, però, non basta: il personale che opera in queste aree o nelle loro vicinanze deve ricevere informazione, formazione e addestramento adeguati, in modo da riconoscere il rischio, sapere quali attrezzature può utilizzare, rispettare i divieti e applicare le procedure di lavoro e di emergenza. La consapevolezza dei lavoratori è una delle barriere più efficaci: comprendere perché non si deve azionare un interruttore in presenza di gas, perché le polveri di farina possono esplodere o perché certi attrezzi sono vietati in zona classificata trasforma le regole in comportamenti sicuri quotidiani.

Video del corso

Video del corso

Atmosfere esplosive (ATEX) Gas, vapori e polveri combustibili: zone, prevenzione e procedure 1 Cos'è un'atmosfera esplosiva ( 2 Gas, vapori e polveri combusti 3 Il quadro normativo: Titolo XI Formati. Lavora sicuro. ARMAX SAFETY ACADEMY

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