Percorso formativo
Aggiornamento per i formatori
Mantenere la qualifica: norme, metodi e novità
Aggiornamento delle competenze del formatore. La cadenza e le modalità seguono le indicazioni del soggetto formatore e degli organismi paritetici.
Il formatore per la sicurezza deve mantenere aggiornate le proprie competenze nel tempo: novità normative (incluso l'Accordo Stato-Regioni 2025), metodologie didattiche e contenuti tecnici.
Programma del corso
La qualifica di formatore non è un traguardo definitivo: la normativa, i rischi e le tecnologie evolvono di continuo. Un formatore che insegna contenuti superati trasmette comportamenti non più corretti, con conseguenze sulla sicurezza reale dei lavoratori e sulla validità della formazione erogata. Mantenere aggiornate conoscenze, esperienza e capacità didattica è parte integrante della professionalità del formatore ed è richiesto dai soggetti formatori e dagli organismi paritetici per continuare a operare con qualità.
L'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 ha riorganizzato il sistema della formazione e introdotto cambiamenti che ogni formatore deve conoscere. Tra i principali: l'obbligo di formazione per il datore di lavoro (16 ore), la durata del corso preposti portata a 12 ore con aggiornamento ogni 2 anni, la riduzione a 12 ore per i dirigenti, l'obbligo di frequenza di almeno il 90% delle ore per l'attestato, il limite di 30 partecipanti per aula e il vincolo della sola presenza o videoconferenza sincrona per i preposti. Restano invariate la formazione generale (4 ore) e l'aggiornamento quinquennale dei lavoratori (6 ore).
Aggiornarsi significa anche rivedere COME si insegna. Le metodologie attive (analisi di casi reali, simulazioni, role playing, esercitazioni pratiche) sono più efficaci della sola lezione frontale. Strumenti come microlearning, video, realtà virtuale e aumentata possono rafforzare l'apprendimento, ma vanno usati in coerenza con gli obiettivi e con i vincoli di legge sulle modalità ammesse per ciascuna figura. L'addestramento pratico su attrezzature e DPI resta insostituibile e va sempre svolto sul campo.
Un formatore aggiornato non valuta solo la presenza, ma l'apprendimento reale. Le prove di verifica (test, prove pratiche, osservazione dei comportamenti) servono a capire se i partecipanti hanno acquisito conoscenze e capacità operative. La raccolta dei feedback e l'analisi dei risultati permettono di migliorare i percorsi successivi. Documentare correttamente programmi, presenze, verifiche e attestati è essenziale per la tracciabilità e per la tenuta della formazione erogata.
Video del corso
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Cosa cambia con l'Accordo 2025: guida per i formatori · 06:40